domenica 12 marzo 2017

Basta con le falsità! I Torinesi non sono stupidi. Qui c'è qualcuno che racconta balle

È il 16 febbraio 2016 e il Tg della Sicilia annuncia l'apertura di una "sede distaccata ufficiale" del Mus3o Eg*z*o a Catania con 17.000 reperti. E perché? Perché a Torino... «non c'è posto».
Si parla esplicitamente di "esposizione permanente" e la presidente della Fondazione Evelina Christillin conferma così la proposta del sindaco Enzo Bianco: «Noi abbiamo gli spazi, voi avete gli oggetti».

La Fondazione del Mus3o Eg*z*o non smentì; probabilmente era troppo occupata a vegliare che qualche Comitato di cittadini non le usurpasse il nome.
Poi, noi siamo stati anche accusati dai direttori del vapore di propalare inesattezze.

Eppure, qui c'è davvero qualcuno che racconta balle, che prende in giro i Torinesi e che non ricorda da una volta all'altra le scuse scombinate che ha accampato.
Valutate voi se siamo noi o loro.

sabato 11 marzo 2017

Torino e il Piemonte espropriati della propria storia

Mentre il sindaco Appendino dirama l’ennesimo comunicato di beatificazione del direttore del M*s3o Eg*zi* , cercando di spostare l'attenzione dal problema di fondo su chi lavora nel museo, scende in campo anche la presidente Christillin per portare il suo contributo a questa incredibile vicenda.
Lo fa a suo modo con i soliti slogan mondialisti e politicamente corretti, ma, comunque, chiari: in sostanza, LA COLLEZIONE DEL MUS30 NON HA NULLA A CHE VEDERE CON TORINO E COL PIEMONTE.

Noi abbiamo poco da sbraitare, poveri Torinesi: essa appartiene “a tutti”, anzi, appartiene allo stato italiano. Che — mettiamoci pure l’anima in pace — se vorrà disperderla, trasferirla a Salaparuta, spezzettarla in diversi musei in giro per lo stivale, lo potrà fare a suo piacimento e contro la nostra volontà. Alla faccia di Drovetti, Schiaparelli, Carlo Felice, Silvio Curto, nostra e dei Torinesi che quel museo lo hanno creato e lo hanno sempre amato. Fino a quando non sono arrivati questi “geni”, che ora pretendono di rappresentarci e imporci la loro visione distorta del mondo. Corpi estranei a Torino e al Piemonte, che remano violentemente e spocchiosamente contro l'identità di tutto un popolo.

Per non venire ancora tacciati di provincialismo da Roma (che ha tutto da insegnarci...) dovremmo rassegnarci a non essere più padroni nemmeno delle nostre memorie storiche e lasciare che esse vengano gestite, stravolte (“valorizzate”, in neolingua), reinterpretate e, eventualmente, anche “condivise” con chi si mette d'accordo col ministro di turno.

Vorrebbero che noi continuassimo a vergognarci delle nostre ricchezze, della nostra fierezza e della nostra piemontesità, incompatibili con la loro idea di “mondo nuovo”.

venerdì 10 marzo 2017

Oggi su La7 - trasmissione "Tagadà"

Supermercato Torino: avanti col cappello in mano

E così, tutti i nodi vengono al pettine. O, meglio, si chiariscono gli equivoci.
Chi pensava, sperava, o s'illudeva in una discontinuità dell'attuale amministrazione comunale con la giunta Fassino dovrà ulteriormente ricredersi.
Dopo la ferma presa di posizione del capogruppo della maggioranza in Consiglio comunale, arriva, infatti, la conferma del pieno sostegno all'operazione Egiz1o a Catania direttamente dal Sindaco.

Intervenuta all'inaugurazione della mostra "Missione Egitto 1903-1920" ha, infatti, precisato (da BlogSicilia): “ribadisco che la Città è a fianco del museo Egizio a proposito del dibattito che si è aperto a Torino”. Ancora: “un sentito grazie a chi lavora veramente bene al museo, di cui siamo molto orgogliosi. Hanno la nostra piena fiducia e il pieno appoggio per come viene portato avanti”.

E avanti di questo passo, in un balletto di inchini, riverenze e scappellamenti, senza - però - mai affrontare la sostanza della questione:
chi ha deciso tutto ciò? perché i Torinesi si vedono sempre messi davanti al fatto compiuto? perché un unicum mondiale deve venir spezzettato in questo modo? Perché proprio a Catania (che, con tutta la simpatia che uno può avere per la città etnea, non può paragonarsi a Parigi o a New York come vetrina intenzionale)?
E ancora: cosa ne verrà, in cambio, a Torino - da Catania e non solo?

Oggi, così, si chiarifica definitivamente il valore annesso alla storia, alla cultura e all'identità torinese dal sindaco (che non è quella dei vernissage e dei cocktails del giro che piace alla gente che piace). 

L'Appendino, che è così solerte a tener su la coda al Sistema Torino, che continua a impoverire la città, chiederà al ministro Franceschini una parte della Galleria Borghese o degli Uffizi? Per coerenza, infatti, i Romani e i Fiorentini potrebbero cederci parte dei loro musei - che, tanto, anche quelli hanno i magazzini pieni di pezzi non esposti.

O l'operazione cash and carry vale solamente per Torino?

Intanto la città siciliana riceve dallo stato oltre 700 milioni dal "patto per Catania", mentre madama sindaca si accontenta delle dichiarazioni ai giornali, col cappello in mano: "è un piacere avere le istituzioni e il governo che ci apprezzano. Proprio oggi ho sentito il ministro Franceschini...".

Sai che piacere! A Catania i soldi e a Torino il danno (e la beffa).

Che pena.

giovedì 9 marzo 2017

IL COMITATO CAMBIA NOME E LA BATTAGLIA CONTINUA

Una bella diffida è arrivata al Comitato che tenta di far luce sull'apertura di una succursale del Museo Egizio a Catania.
A seguito della richiesta di accesso agli atti effettuata alla Soprintendenza per verificare i termini del conferimento di parte dei reperti del Museo Egizio dal Ministero alla Fondazione, ci si è visti recapitare una diffida da parte della Fondazione stessa tramite uno studio legale.  

Nella comunicazione si vieta al Comitato di utilizzare una serie di termini come "Museo", "Egizio", "Torino": sostantivi e nomi di uso comune ma non di libero utilizzo. 

Ecco quali sono le conseguenze per i cittadini che chiedono chiarezza. Una diffida dai contenuti inquietanti, tanto da costringere il Comitato a mettersi in sicurezza dal punto di vista legale. 

Pertanto: 
- il Comitato assume da oggi la denominazione di «Comitato EgitTO».
- il blog si trasferisce all'indirizzo: http://egit-to.blogspot.it
- la nuova e-mail è: egittoturin@yahoo.com
- il gruppo facebook modifica la denominazione in: "Comitato EgitTO Turin"
- la petizione «Tutto il Museo Egizio resti a Torino!», avviata con il vecchio nome che utilizzava le parole proibite "Museo" ed "Egizio", verrà chiusa entro la mezzanotte di oggi, con un numero di firme che ne certifica il grande successo fra tutti coloro che hanno a cuore il Museo Egizio (oltre 12.600 firme).

In ultimo (IMPORTANTE): inviate al Comitato il vostro indirizzo e-mail scrivendo a egittoturin@yahoo.com. Resteremo così in contatto e gli organizzatori del Comitato potranno tenervi sempre aggiornati sull'evolvere di questa situazione sempre più sconcertante.

Le ultime notizie stampa parlano di un trasferimento permanente a Catania e di un numero di reperti in partenza da Torino «decisamente superiore», smentendo i gigioneschi proclami della Fondazione.

La Fondazione, peraltro, ha rivelato che la volontà esplicita è quella di «radicare le collezioni del Museo Egizio su tutto il territorio italiano».
Ciò che sta accadendo al Museo Egizio è solo il preludio di quanto potrebbe succedere a tutti i nostri Musei e collezioni: con l'incomprensibile scusa della "condivisione", verrebbero ridotti a spezzatino e spartiti in giro per l'Italia e l'Europa. Qualcuno farebbe cassa e le nostre ricchezze verrebbero definitivamente disperse. 

Ora più che mai dobbiamo vigilare tutti insieme, uniti, per contrastare il depauperamento dei nostri beni artistici 

Grazie a tutti. Continuate a seguirci 

mercoledì 8 marzo 2017

Lotta alle "bufale", la strategia per silenziare il dissenso

Non essendo in grado di rispondere alla preoccupazione dei cittadini sullo scorporo del Museo Egizio, il potere sta cercando di delegittimare il Comitato: censura sul numero delle firme raccolte (oltre 12mila!), articoli diffamatori, veline offensive del ministro.
Soprattutto all'inizio di questa battaglia di libertà, siamo stati perfino accusati di propalare "bufale" (in neolingua si dice così).

Comunque la si pensi politicamente, può essere utile riflettere sulla chiarissima esposizione del filosofo torinese Diego Fusaro sulla lotta alle "bufale" come metodo per screditare gli avversari e silenziare, così, il dissenso.
Non rinunciamo mai a usare il cervello.

lunedì 6 marzo 2017

"Collezione permanente": ci prendono in giro!


Insomma: mettevi d'accordo. Venerdì il direttore della Fondazione, Christian Greco, e la soprintendente Papotti hanno giurato e spergiurato in V Commissione che a Catania andavano soltanto pochi pezzi, per un periodo limitato (5 anni) e il giorno dopo l'assessore alla cultura di Catania se ne esce smentendo clamorosamente quanto detto dai Nostri a Torino.

Citiamo da LiveSiciliaCatania del 5 Marzo (ieri):
«Il museo Egizio di Catania è una realtà. Lo spiega con precisione l’assessore alla bellezza condivisa Orazio Licandro: “Al di là delle firme e dei contatti, c’è una determina di fondi già stanziati dalla Presidenza del Consiglio di 2.500.000 euro circa - afferma l'assessore. Gli incontri sono già avvenuti tutti presso il Ministero dei Beni Culturali e anche a Torino, così come a Catania, tra i vertici del museo Egizio, l’amministrazione comunale e la sovrintendenza - prosegue - e cito la sovrintendenza per ricordare che non si tratta di un accordo tra amministrazione comunale e Fondazione Museo Egizio ma di un’idea del Ministero dei Beni Culturali, che ha deciso di creare una succursale del Museo Egizio a Catania"».

Quindi sono corrette le cifre fornite dal Comitato (2,6 milioni di Euro) e che l'idea parte da Roma. Da quello stesso Ministro che si permette, con spocchia e arroganza, di liquidare il pasticcio Egizio come una "polemica provinciale".

Tutto ciò, continua Licandro, «nell’ottica di condivisione di un patrimonio culturale che non è proprietà della Fondazione in quanto struttura privata, ma dello Stato e di tutti gli italiani».

Capito, cari Torinesi e Piemontesi?
Il Museo non è vostro (e se provate a lamentarvi vi diffidano pure), ma dello Stato e "di tutti gli italiani" - peggio che nel Ventennio. Quindi, zitti e mosca. Anzi: pagate le tasse - che Catania, come tutta la Sicilia, per Costituzione (artt. 36 e 37 dello Statuto siciliano) allo stato non versa un soldo. 
Ciò non fa che confermare quanto ci hanno puntualizzato gli avvocati della Fondazione: «le motivazioni [...] non dipendono certo dalla mancanza di spazi espositivi nel territorio piemontese bensì dalla volontà di radicare le collezioni del Museo Egizio su tutto il territorio italiano».

E adesso viene il bello, come si diceva nei bei tempi andati, quando valeva il motto fanfarone di "Roma doma", che pare piacere anche al Franceschini:

«La prima mostra che sarà ospitata nella sede etnea del museo Egizio sarà quella che verrà inaugurata il 10 Marzo a Torino e che a Catania è prevista tra novembre e dicembre", annuncia Licandro. [...] I fondi già stanziati per la struttura - precisa - che ospiterà questa COLLEZIONE PERMANENTE (circa 300 pezzi) sono stati 2.600.000,00 euro». 

Quindi l'assessore Licandro smentisce a mezzo stampa Greco e Papotti. O siamo noi ad aver capito male? Gradiremmo, a riguardo, una chiara presa di posizione da parte di Fondazione e di Soprintendenza, che non si limitasse ai comunicati stampa di propaganda ripresi dai media compiacenti. E anche il Comune dovrebbe smentire.

Perché delle due l'una: o hanno ragione Greco e Papotti o ha ragione Licandro. Non siamo nella situazione del gatto di Schrödinger, che sarebbe contemporaneamente mezzo vivo e mezzo morto. Basta prenderci in giro!

Quindi, anche per evitare di diffondere notizie false (siamo stati accusati, tra l'altro, anche di questo...), ci attendiamo, nelle prossime ore, da parte di Fondazione, Soprintendenza e Comune di Torino, una ferma smentita delle parole dell'assessore Licandro. 

Altrimenti, chi tace acconsente e ciò vorrebbe dire che la "mostra" di Catania sarebbe una "collezione permanente", vale a dire un altro museo egizio - realizzato coi reperti dell'Egizio di Torino.